Havuts Tar è un monastero semidiroccato ma ancora imponente, risalente all'XI-XIII secolo, che sorge su un promontorio sopra la pittoresca valle del fiume Azat, vicino ai villaggi di Garni e Goght. Un tempo fiorente centro spirituale, era adornato da innumerevoli khachkar, lapidi e monumenti ricoperti di raffinate incisioni e antiche iscrizioni.
Anche in rovina continua a stupire per l'eleganza delle forme e la maestosità che il tempo non è riuscito a cancellare. Il destino però fu crudele: dopo il devastante terremoto del 1679, il monastero fu abbandonato e da allora custodisce il silenzio dei secoli. Vi si accede attraverso la riserva statale della foresta di Khosrov, dove la natura sembra proteggere le rovine sacre. L'ingresso in auto è vietato, quindi la camminata di circa 30 minuti fino al monastero diventa un vero pellegrinaggio, ogni passo portando più a fondo nella storia.
Sullo sfondo delle montagne, le rovine appaiono come testimoni silenziosi dei secoli trascorsi. Qui le pietre parlano più delle parole, e i khachkar scolpiti ricordano le generazioni che hanno lasciato la loro impronta in questo luogo sacro. Havuts Tar non è solo un monumento del passato, ma una leggenda vivente in cui natura e storia respirano all'unisono.
Biglietto d'entrata:
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10.79 USD
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per persona
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